Care e cari tutti,
rieccomi a voi, con qualche buona notizia, che di questi tempi non è poco. Come ho anticipato sui miei canali social, accade che il documentario-inchiesta Taranto chiama, non sia ancora uscito. Ma una parte dei risultati dell’inchiesta è già entrata nelle aule giudiziarie, come al Tribunale di Milano nei mesi scorsi.

Mentre il governo italiano con l’ultimo decreto Salva-Ilva lo scorso 20 marzo ha aggirato la sentenza della Corte Europea di Giustizia pronunciatasi, il 25 giugno 2024. Anche se prostrata so, quindi, di aver fatto il mio lavoro al meglio e ringrazio soprattutto Ernesto Belisario, Francesca Ricciulli e E-Lex Studio Legale, per il supporto straordinario che mi ha permesso di arrivare fino a qui.

Di questi fatti e di metodi investigativi a tutela dei diritti umani e perché no, dei giornalisti che spesso in solitudine, ostinatamente, cercherebbero di fare il loro mestiere, nonostante tutto, ne parleremo a Perugia, in occasione dell’International Journalism Festival insieme alla collega di CORRECTIV, Christina Badde, anch’essa legale e impegnata sugli stessi temi. Grazie di cuore sempre ad Arianna Ciccone, a Chris Potter e tutta Valigia Blu, per questo spazio straordinario, in questi mesi difficili per me e Cittadini Reattivi.

Segnalo, inoltre che il 16 aprile saremo ospiti all’Università degli Studi di Torino, nell’ambito dell’insegnamento “Territorio, ecologia e politica, sistemi sociotecnici e ambiente” del prof. Vittorio Martone, con la proiezione del nostro documentario “Io non faccio finta di niente” che racconta le vicende delle lotte civiche contro l’inquinamento industriale a Brescia. Documentario e lotte a cui ha fatto eco, come abbiamo ricordato con il prof. Marino Ruzzenenti, la Corte Europea di Giustizia, il 29 luglio 2024, che ha riconosciuto il risarcimento dei danni ambientali nei siti  di Brescia, Torviscosa e Colleferro.

Proprio giovedì 17 aprile 2025 nella maxi aula 6 del Palagiustizia di Torino è atteso il pronunciamento della Corte per il processo Eternit Bis che come sa chi ci segue, insieme alla collega Silvana Mossano, non abbiamo mai smesso di seguire.

In tempi di guerra e crisi economica e sociale, si vorrebbe far passare il concetto che la tutela della salute e dell’ambiente siano un lusso che non possiamo più permetterci. Come potremmo chiudere la più grande acciaieria d’Europa mentre spirano venti di guerra? Come possiamo dimenticare le vittime dell’inquinamento industriale dall’amianto alle diossine e ai PFAS, sempre più giovani? Ecco perché è doppiamente significativa la giustizia ambientale, così avversata da governi e multinazionali e quanto è fastidioso il giornalismo che ha memoria e continua ad essere watchdog del potere. E il nostro pensiero va agli oltre 160 giornalisti palestinesi trucidati a Gaza, oltre a tutti coloro tengono alto il senso di questo mestiere e subiscono, anche nel nostro Paese, minacce e ritorsioni.

Per questo ringraziamo chi tra voi sta continuando a donare, anche se le nostre attività in questo momento non sono visibili. Stiamo lavorando alla chiusura del documentario-inchiesta e alla scrittura di richieste di finanziamento per formare nuovi cittadini e cittadine reattivi e una generazione di giornalisti dotati di etica e deontologia.
Grazie per esserci. Grazie per sostenerci.

A presto

Rosy Battaglia
fondatrice e presidente di Cittadini Reattivi APS – ETS

Questo testo è uscito nella nostra newsletter #LiberaeCivica. Se non l’hai ancora ricevuta, clicca qui per iscriverti.

************

Per essere sempre aggiornati sulle nostre attività vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter. Potete seguirci su tutti i social (Telegram, Facebook pagina e gruppocanale YoutubeTwitterInstagram). Qui tutti i nostri bilanci  e lo statuto della nostra associazione.
Potete continuare a sostenere la nostra attività di giornalismo civico indipendente e di advocacy della nostra associazione con una donazione su Paypal o sul nostro c/c su Banca Etica. 

Come sostenere il nostro impegno?

Nel 2023 il nostro progetto è stato sostenuto anche grazie ai fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.e Patagonia
Nel 2024 abbiamo resistito con i nostri fondi personali e con quelli delle donazioni spontanee. Nel 2025 aiutaci a restare indipendenti!

Qui tutti i nostri bilanci  e lo statuto della nostra associazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.